giovedì 9 marzo 2017

Il Sessuologo risorsa accessibile: Progetto Eros e Psiche

L'AISPS Sessuologia (Associazione Italiana Salute Psicosomatica e Sessuale) propone il progetto Eros e Psiche con l'obiettivo di promuovere un'informazione scientificamente fondata nel campo della salute sessuale che includa una conoscenza condivisa della sessuologia clinica e della figura sanitaria-professionale del sessuologo o psicosessuologo quale risorsa alla quale poter accedere nella cura del proprio benessere sessuale.
Il sessuologo clinico o psicosessuologo è uno psicologo psicoterapeuta perfezionato nella diagnosi e il trattamento della problematiche sessuali di origine psicologica attraverso le tecniche mirate della terapia sessuologica. Il sessuologo è in grado di fornire le informazioni necessarie riguardanti le componenti emotive, relazionali e fisiologiche della sessualità umana così da facilitare la consapevolezza e l'empowerment individuale e di coppia in un'area tanto importante quanto influenzata da luoghi comuni, da falsi miti e da modelli mediatici spessi fuorvianti. Nell'accesso al consulto con un sessuologo esistono ancora oggi le barriere della vergogna e dell'imbarazzo nel parlare di problemi o incertezze  riguardanti la propria sessualità ma anche una certa disinformazione sul tipo di aiuto che il sessuologo può offrire. Questo tipo di barriere sono oggi per lo più superate nella popolazione caratterizzata da una più alta scolarizzazione ma particolarmente presenti nelle fasce socioculturali meno elevate. La difficoltà nel rivolgersi serenamente ad uno specialista alimenta il preoccupante fenomeno del ricorso fai-da-te a farmaci per la sessualità acquistati online senza prescrizione medica, spesso di dubbia provenienza, non necessari e potenzialmente dannosi.
Il progetto Eros e Psiche si sviluppa a partire dal sito web dell'AISPS Sessuologia la cui anima è il servizio di consulenza gratuita online dove i sessuologi dell'associazione rispondono ogni giorno alle numerosissime richieste di informazioni e di orientamento riguardanti le più varie tematiche sessuali. Il servizio prevede facile accesso all'apposito form online e consente il totale anonimato non richiedendo alcuna iscrizione o registrazione. La risposta viene fornita dal sessuologo in forma privata tramite email personale e l'indirizzo fornito non viene conservato in alcun database o mailing essendo prevista a tutela della privacy la completa eliminazione di ogni contenuto una volta erogato il servizio. Queste attenzioni sono essenziali per facilitare un confronto del tutto autentico e libero da condizionamenti o remore. È interessante notare come le domande rivolte al sessuologo solo in minima parte provengono da teenagers ma l'utenza è prevalentemente composta da una fascia adulta di single e coppie che scrivono da tutto il territorio nazionale, vi è anche una certa presenza di richieste senior su questioni riguardanti la sessualità nella terza età. Il grande successo del servizio conferma la necessità di informazioni certe e qualificate in un'era in cui la quantità di nozioni reperibili in rete è spesso difficile da selezionare e organizzare, il sessuologo appare già a questo livello una figura di riferimento in grado di soddisfare la maggior parte delle richieste rivolte al servizio o eventualmente orientare per un consulto specialistico quando la situazione lo richiede. Nella stessa consulenza online il sessuologo può contare su un lavoro di equipe con la rete di medici specialisti che collaborano con l'associazione.
Oltre all’accesso facilitato ad un primo parere del sessuologo nel progetto Eros e Psiche è stato ritenuto altrettanto importante uno spazio di supporto "peer to peer" al quale è dedicato il  forum di auto-aiuto focalizzato su tematiche inerenti la sessuologia, la coppia e il rapporto con il proprio corpo. Nel forum sono numerosi gli utenti occasionali che decidono di chiedere un parere agli altri o raccontano la propria esperienza ma è anche attivo uno zoccolo duro di uomini e donne che nel passato hanno incontrato e risolto delle difficoltà sessuali e oggi si impegnano a fornire il proprio supporto a chi sta affrontando una situazione analoga. Sono moltissimi i visitatori che navigano tra le diverse discussioni alla ricerca di spunti e risposte senza scrivere in prima persona ma ritrovandosi nell'esperienza di chi ha contribuito in precedenza.
Nell'attività online rientra inoltre la partecipazione a siti di approfondimento su problematiche diffuse quali l'ansia da prestazione o il vaginismo; il progetto è aperto a collaborazioni con altri professionisti e associazioni impegnati in obiettivi affini e comprende interventi in ambito scolastico e comunitario. Responsabili del progetto Eros e Psiche sono il Dott. Daniele Bonanno psicologo sessuologo e la Dott.ssa Rossella Berardi psicologa psicoterapeuta sessuologa.

giovedì 5 febbraio 2015







Starbene N.25-2014 Grazia Scanavini affronta il tema quanto mai attuale dello Squirting, spesso definito "eiaculazione femminile", un fenomeno fisiologico che è stato spesso oggetto di falsi miti e pareri discordanti sulla sua natura o persino sulla sua esistenza. È invero una realtà corporea già appartenente all'esperienza di molte donne che per molte altre rappresenta un mondo inesplorato o del tutto ignorato. Una serena curiosità, senza ansie prestazionali o necessità di arrivarvi a tutti i costi, può offrire alla coppia un spunto per esplorare nuove emozioni e sfumature del piacere erotico e sessuale. Con il contributo del dott. Daniele Bonanno Psicologo Sessuologo AISPS Roma

lunedì 28 ottobre 2013

COME PUÒ AIUTARTI UN SESSUOLOGO?

Terapia Sessuologo Roma
Nel definire il profilo professionale del sessuologo e dunque il tipo di risorsa che esso rappresenta per l’individuo e per la coppia, è importante specificare come se utilizzato genericamente tale titolo può riferirsi a qualsiasi specialista si occupi di sessualità (es. l’andrologo o il ginecologo) ma nella pratica è più comunemente utilizzato per definire la figura del sessuologo clinico o psicosessuologo, ovver lo psicologo psicoterapeuta specializzato in sessuologia clinica.Si tratta di una figura professionale e sanitaria storicamente giovane che nasce negli anni ’70 con la nuova attenzione per la salute e il benessere sessuale dell’uomo e della donna fondando le sue radici nel lavoro scientifico di W. Masters e V.E. Johnson (1966; 1970) e successivamente negli sviluppi terapeutici curati dalla psicoanalista e sessuologa statunitense H.S. Kaplan (1974; 1979).
Il sessuologo clinico è dunque prima di tutto uno psicologo psicoterapeuta con normale competenza nel condurre un intervento psicologico tradizionale che ha acquisito una specializzazione nella diagnosi e il trattamento delle problematiche sessuali maschili e femminili attraverso le tecniche e i saperi della scienza sessuologica. 
Tra le principali competenze del sessuologo clinico la Terapia Sessuale (o Sex Therapy) rappresenta un approccio terapeutico e di coaching per il superamento delle disfunzioni sessuali basato sui principi della psicoterapia cognitivo-comportamentale sviluppati dalla moderna sessuologia nella direzione di una progressiva emancipazione da interferenze come l’ansia da prestazione e altri condizionamenti negativi a favore di un incremento dell’intimità, della comunicazione corporea e della complicità sessuale della coppia.
Un presupposto cardine nello sviluppo dei moderni approcci terapeutici in sessuologia è infatti l’evidenza di come la maggior parte delle difficoltà sessuali siano causate dall’ansia da prestazione e fenomeni ad essa correlati e di come l’intervento terapeutico diretto su tali processi cognitivo-emozionali consenta una solida risoluzione del problema. In tale ottica l’eventuale presenza di conflittualità inconsce e fattori intrapsichici profondi viene approfondita e affrontata solo quando risulti realmente necessario.

La Sex Therapy prevede il suggerimento all’individuo e/o alla coppia di specifici momenti esperenziali da vivere nel privato, al di fuori delle sedute, utili ad una rielaborazione pratica degli schemi emotivi e comportamentali alla base del problema sessuale. Le esperienze proposte sono di volta in volta strutturate sia nelle caratteristiche sia nella loro progressione in base ad un’accurata personalizzazione che rispecchia l’unicità della persona e della coppia e ne accompagna le esigenze evolutive rappresentando un elemento fondante l’efficacia terapeutica. Dunque per quanto alcuni principi esperenziali possano apparire ricorrenti nella terapia sessuologica, in realtà nessun percorso terapeutico è sovrapponibile ad un altro e per questa ragione è sconsigliato l’utilizzo “fai da te” di tecniche basate sull’esperienza altrui in quanto oltre a risultare inevitabilmente fallimentare rischierebbe di scoraggiare circa l’effettiva utilità di una risorsa che gestita da uno specialista risulta invece altamente efficace.
Pur dimostrandosi nella maggior parte dei casi un efficace strumento terapeutico, la prescrizione delle esperienze da svolgere nel privato non rappresenta in ogni caso l’unica strada per affrontare e risolvere una problematica sessuale; quando le esigenze (o preferenze) individuali e di coppia non rendono la Sex Therapy l’opzione più indicata esistono nelle competenze del sessuologo possibilità terapeutiche non necessariamente basate sulla componente esperienziale sopra descritta.
Il sessuologo clinico integra nelle sue modalità d’intervento gli strumenti offerti da quelle aree della psicoterapia e della psicoanalisi che approfondiscono i vissuti psicologici legati alla corporeità, alla propriocezione e all’espressione emotiva, presupponendo d’altronde come il desiderio, il piacere, il coinvolgimento e l’eccitazione sessuale rappresentino proprio delle particolari forme di manifestazioni emotive e come tali siano il risultato di un substrato somatico e psicofisiologico e del correlato vissuto psicologico-soggettivo.
Da questo punto di vista tra i potenziali strumenti utilizzati dal sessuologo sono spesso comprese le tecniche di rilassamento e di consapevolezza corporea, il training autogeno e l’ipnosi clinica, anche tli opzioni terapeutiche vengono valutate e personalizzate in base alle esigenze di ogni singola situazione individuale. 
La convergenza di interesse nel rapporto mente-corpo è alla base dell’integrazione clinica e di ricerca sviluppata nel centro AISPS di Roma tra la sessuologia clinica e la psicosomatica, due discipline che pur possedendo numerosi elementi comuni hanno storicamente avuto campi di applicazione e di studio separati e raramente dialoganti giungendo tuttavia ad analoghe tappe nella comprensione e nell’intervento riguardante benessere psicofisico individuale e relazionale.
Così come il ruolo dello psicologo psicosomatista necessita adeguate competenze nell’ambito della clinica e patologia medica allo stesso modo l’approccio specialistico nell’ambito della sessualità richiede alla figura del sessuologo approfondite conoscenze degli aspetti anatomici e fisiologici della sessualità umana e dei fattori organici (oltre a quelli psicologici e relazionali) che possono essere alla base delle disfunzioni sessuali. In altre parole il sessuologo, oltre alle competenze specifiche di matrice psicologica, possiede le basi del sapere medico in tema di sessualità pur non intervenendo operativamente nella diagnosi e nel trattamento delle eventuali componenti organiche di un problema.
Il sessuologo opera spesso in un lavoro di equipe con gli specialisti medici di riferimento quando esiste una problematica sessuale di natura organica alla quale concorrono fattori psicologici che ne aumentano l’incidenza e la gravità della manifestazione.
Anche nelle disfunzioni sessuali di natura psicologica temporaneamente trattate attraverso supporto farmacologico è fondamentale una concomitante consulenza sessuologica che consenta un lavoro alla radice del problema ed una rapida emancipazione dal farmaco evitando il frequente fenomeno della dipendenza psicologica dall’ausilio chimico e il protrarsi nel tempo di una condizione disfunzionale così compensata.
Il sessuologo orienta il suo lavoro su principi di autentico benessere e soddisfazione individuale e di coppia e non soltanto sul ripristino di una funzionalità meccanica dell’atto sessuale o sul riferimento ad un parametro preconcetto di “normalità”, essendo fondamentale nell’ambito della salute sessuale il rispetto delle differenze soggettive nei vissuti di soddisfazione e benessere. 
Tale attenzione privilegiata alla soggettività e alla libertà di espressione sessuale si concilia nelle competenze del sessuologo ad un’attenta analisi dei fattori antropologici, sociologici e culturali della sessualità umana.

sabato 21 settembre 2013

“MAKE LOVE”, l’educazione sessuale per adolescenti in un manuale (tedesco)

In Germania ha venduto oltre 200mila copie in pochi mesi ed è stato adottato nelle scuole. Pubblicato in Italia da 'L'ippocampo', racconta con un linguaggio sobrio e foto esplicative, il sesso senza vergogna

Make Love

In Germania ha venduto oltre 200mila copie in pochi mesi ed è stato adottato come testo di studio nelle scuole. In Italia è appena stato pubblicato da “L’ippocampo edizioni” e promette di far discutere. “Make love” è un manuale di educazione sessuale scritto da una sessuologa, Ann-Marlene Henning, e da una giornalista freelance, Tina Bremer-Olszewski, entrambe tedesche. A corredo del testo numerose foto intime di coppie eterosessuali e omosessuali realizzate dalla coreana Heji Shin. Il libro racconta il sesso senza vergogna, con un linguaggio sobrio, attraverso un apparato di note di carattere scientifico e antropologico, partendo dal presupposto che viviamo in un’epoca di invasione pornografica – in rete, alla televisione, nelle riviste – ma di sessualità ne sappiamo davvero poco. 
“Make love”, pensato per adolescenti che si avvicinano al sesso per la prima volta, contiene indicazioni – anche pratiche, con esercizi da fare da soli o in compagnia – su come conoscersi e avventurarsi nel mondo del godimento. Il messaggio di fondo è che nominare in modo appropriato il sesso e tutto quel che gli ruota attorno serve ad aumentare la consapevolezza di sé e degli altri e la capacità di gestire desideri, impulsi, situazioni. Si parte con indicazioni su come baciare (“Non si deve mai avere la lingua rigida, fare troppa saliva e l’elica, ruotando come una furia nella bocca dell’altro”) e su come gestire la cosiddetta prima volta, con consigli su come viverla e farla vivere al meglio, senza che si trasformi in violenza. Più volte viene ripetuta l’indicazione che si deve dire di sì solo quando se ne ha voglia e che non ci si deve mai sentire forzati: il “no” è sempre legittimo e deve essere rispettato, anche se arriva all’improvviso.  
Il libro contiene spiegazioni sui diversi orientamenti sessuali, omosessualità, bisessualità, eterosessualità, con un paragrafo dedicato anche a pratiche come il travestitismo e alla questione della transessualità. Ha poi un focus sulle malattie a trasmissione sessuale come Aids/Hiv, epatite b, herpes genitale, papillomavirus, sifilide, gonorrea e sulle tipologie di anticoncezionali ormonali e a barriera, come il preservativo maschile e femminile. Quest’ultimo, il “Femidom“, è “l’unico contraccettivo che protegge dalle malattie a trasmissione sessuale nei rapporti se l’uomo non vuole usare il condom”.  
Il manuale si spinge oltre: senza falsi pudori offre nozioni e tecniche su come realizzare fellatio e cunnilingus (stimolazione orale del clitoride e della vagina) soddisfacenti per se stessi e per il partner. E offre una dettagliata panoramica sull’orgasmo maschile e femminile. Di quest’ultimo rivela che si tratta non solo di una questione mentale, come vorrebbe la vulgata da bar dello sport, ma soprattutto “di nervi”. Infatti, oltre ad articolarsi in fasi, esattamente come quello maschile, l’orgasmo femminile passa dal nervo pudendo “che porta la felicità alla vulva” e dal nervo pelvico “che provvede a un piacere più interno”, interessando “la prostata femminile (zona G)”. 
Il libro di Henning e Olszewski rompe infine gli schemi considerando opzioni come l’uso di “dildo e “strap-on (sex toy a forma di pene indossabile con cintura, ndr) per regalare anche ai maschi eterosessuali la chance della penetrazione anale. Fornisce descrizioni sul fetish, “con una mappa stellare per farsi un’idea di che cosa c’è lì fuori” che passa dalla descrizione di pratiche come l’urofilia, il “bondage” (o “Bdms”, ndr) e l’utilizzo delle lenzuola in vinile “con cui vivere la sessualità in modo nuovo, perfette per un’orgia a base di olio”. Il tutto corredato da un’appendice con indirizzi internet di associazioni che si occupano di sessualità. Tra queste: Agedo  (Associazione dei genitori, parenti, amici di donne e uomini omosessuali, bisessuali e transessuali), Agico (Associazione ginecologi consultoriali), Aisps (Associazione italiana salute psicosomatica e sessuale) e Lila (Lega italiana per la lotta all’Aids).

Fonte: Il Fatto Quotidiano

venerdì 30 settembre 2011

Ansie addio, è la rivincita della coppia.

In controtendenza rispetto alle mode trasgressive: fare l'amore non è solo atto fisico. Ci vuole testa e cuore. Consapevoli, informati, più attenti al rapporto a due, meno paure e tabù: due recenti ricerche raccontano il nuovo rapporto tra gli italiani, le italiane e il sesso

ROMA - il maschio ha assunto nella ricerca sessuologica un ruolo centrale: ci si occupa molto di lui soprattutto dal punto di vista delle disfunzioni, della salute sessuale, delle ansie di cui è portatore. Ma sta aumentando anche l'attenzione alla coppia, alla relazione maschio/femmina, a quello che in età diverse rappresenta lo stile di relazione sessuale. E se da più di 10 anni vediamo sempre più una forte consultazione di coppia, è la donna più facilmente il motore della consultazione. Le coppie giovani chiedono aiuto poco tempo dopo la comparsa dei sintomi sessuali, sia maschili che femminili.

Due ricerche svolte da Astra Ricerche per Eli Lilly su "Gli italiani, i rapporti sessuali e la disfunzione erettile" confermano che sono passati alcuni messaggi che fanno parte della consulenza e della terapia sessuale di coppia. Su un campione di italiani, età 30-60 anni, in cui uomini e donne rispondono sulle condizioni che ritengono più valide e soddisfacenti per fare l'amore, troviamo l'80% che considera importante l'assenza di ansia (era il 58% due anni fa), il 62% che parla del valore della spontaneità, il 58% della passione, il 52% del bello di non avere fretta.

Queste informazioni corrispondono al modello di intervento dei sessuologi che chiedono alla coppia di trovare il tempo per fare l'amore e di esprimere amicizia nell'affrontare la relazione e la sessualità. Mentre nelle risposte al questionario si nota una controtendenza rispetto al messaggio di sesso trasgressivo che sembra così diffuso: gli intervistati (sia nel 2011 che nel 2009) hanno risposto che la coppia è più felice quando l'amore non è solo un atto fisico, ma permette di dare e ricevere piacere, di condividere la scelta, di coinvolgere la testa e il cuore. Questo dato fa pensare che 30 anni di educazione alla sessualità e alla relazione abbiano prodotto un risultato anche nella condivisione di contenuti tra maschi e femmine.

Nella consultazione di coppia usiamo interviste strutturate per indagare il piacere, il fastidio, il dolore e la valutazione di cosa viene ritenuto giusto o sbagliato, per poter poi intervenire nella ricomposizione di una sessualità piacevole e condivisa. Ed è interessante notare come in questa ricerca gli atteggiamenti e le valutazioni del sesso come "schifo", "ribrezzo", "stanchezza" vanno dall'1% al 3% mentre prevalgono le valutazioni positive. Ancora più interessante è il dato in cui emerge che sono componenti importanti per il benessere sessuale "gioia", "felicità", "allegria", "buon umore", "curiosità" e "attenzione".

Compare anche un altro dato molto interessante: gli intervistati pensano nel 58% dei casi che i problemi possono avere una componente psicologica. Anche nella consultazione sessuologica, successiva o precedente alla consultazione medica, si sta affermando l'idea che è importante parlare con un esperto in problemi di coppia e di sesso. Alcuni strumenti importanti per la soluzione dei problemi della sessualità richiedono infatti la conoscenza delle tecniche relazionali di coppia e cognitivo comportamentali per leggere il significato del sintomo, elaborare le resistenze, dare le prescrizioni. Anche in presenza di problemi organici che richiedono un'attenzione medica la capacità di leggere la coppia come risorsa può portare ad un risultato molto forte dell'intervento e ad un uso complice del farmaco se necessario.

Fonte: La Repubblica.it - Salute

domenica 28 agosto 2011

Pillola da 50 anni in Europa,la usano due milioni e mezzo di italiane

ROMA - Mezzo secolo fa veniva venduta la prima confezione in Italia e oggi viene usata da circa 2,5 milioni di italiane, il 16,2% della popolazione femminile. E' la pillola contraccettiva, su cui oggi non vi sono piu' dubbi: e' davvero una formidabile alleata per la donna, non solo per la sessualita', infatti le allunga anche la vita. ''Ricerche scientifiche hanno dimostrato come, nel lungo termine, chi ha usato contraccettivi orali registri una minore mortalita' complessiva e goda di miglior salute - ha affermato la prof.ssa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia clinica del San Raffaele Resnati di Milano durante un incontro alla Versiliana -. In particolare oggi e' in grado di offrire numerosi benefici extracontraccettivi. Dalla riduzione dell'acne e dei sintomi premestruali alla riduzione dei cicli abbondanti, basta scegliere la combinazione giusta''.

''Gli effetti indesiderati come ritenzione idrica o aumento di peso sono oggi superati grazie a dosaggi ridotti e ormoni come il drospirenone, attualmente il piu' usato al mondo - commenta il prof. Francesco Maria Primiero dell'Universita' la Sapienza di Roma -. Questi vantaggi aumentano la 'compliance' delle donne e la loro soddisfazione. E chi sceglie una contraccezione sicura e' anche piu' sensibile alla sua salute in generale''. Proprio per assecondare una popolazione sempre piu' informata ed esigente e' stata messa a punto la prima pillola a base di estrogeno naturale, l'estradiolo: ''Un prodotto che apre nuovi orizzonti per tutte le donne in eta' fertile - continua la prof.ssa Anna Maria Paoletti, della Clinica Ginecologica di Cagliari -. I suoi punti di forza sono l'elevata sicurezza contraccettiva, l'alta tollerabilita' e il ridottissimo impatto metabolico: caratteristiche che la rendono una valida opzione a tutte le eta'''.

martedì 22 marzo 2011

ATTACCHI DI PANICO A ROMA

Da uno studio recentemente diffuso e presentato in Campidoglio risulta che un romano quattro (dunque il 25% degli abitanti della capitale) soffre di attacchi di panico. Gli autori della ricerca promuovono energicamente l’utilizzo di psicofarmaci per gestire la problematica scoraggiando dall’affrontarla attraverso una terapia psicologica. Per molti professionisti della salute gli allarmanti dati presentati appaiono certo una sovrastima rispetto alla reale incidenza del disturbo osservata e realmente allarmante è d'altronde il giudizio proposto sulle psicoterapie che ignora l’evidenza clinica in cui la maggior parte delle persone che soffrono di attacchi di panico possono superare definitivamente il disturbo in circa 6 - 10 sedute attraverso i moderni approcci psicologici e senza l’utilizzo di farmaci. Dove i farmaci risultano necessari l'integrazione tra farmacoterapia e psicoterapia ottimizza e circoscrive il trattamento prevenendo le periodiche ricadute tipiche della soluzione farmacologica. E’ dunque necessario che l’esperienza clinica nostra e di molti colleghi possa essere tradotta in ricerche quantificabili e condivisibili che facciano da contrappeso ad una informazione scientifica troppo spesso finanziata o motivata dal business farmaceutico e non orientata ad autentici obiettivi di benessere e autonomia della persona.

mercoledì 24 febbraio 2010

EIACULAZIONE PRECOCE. DEFINIZIONE E TRATTAMENTO

L'eiaculazione precoce è una problematica che ha originato dibattiti riguardo ad una sua definizione scientificamente condivisa così come al suo trattamento. D'altronde il concetto di eiaculazione precoce come problema che limita l'espressione della sessualità maschile è relativamente recente e precedenti retaggi culturali consideravano la rapidità nel raggiungimento dell'orgasmo come indice di virilità e potenza sessuale. Un simile cambiamento è strettamente connesso all'affermarsi sociale del ruolo della donna come parte sessualmente attiva e ricettiva, dunque al crescere dell'attenzione verso il piacere e la soddisfazione femminile. 


Successivamente alla sua classificazione come disturbo sessuale la precocità eiaculatoria è stata variamente definita sulla base di diversi parametri come la durata del rapporto, il numero di spinte coitali, il raggiungimento dell'orgasmo della partner, la percezione soggettiva di controllo dell'eiaculazione, la soddisfazione della coppia.
Per quanto ognuno di questi fattori assuma certo la sua importanza nella fenomenologia dell'eiaculazione precoce, riteniamo che la carente percezione di controllo sui tempi da parte dell'uomo e l’influenza sulla soddisfazione della coppia debbano avere un ruolo centrale nel descrivere l'eiaculazione precoce come fenomeno disfunzionale.
Recentemente è stata proposta una definizione diagnostica dell'eiaculazione precoce derivante da dati statistici ed epidemiologici nella quale la variabile temporale è tornata ad essere centrale. Sulla base di tale teoria rientrerebbero nella diagnosi di eiaculazione precoce soltanto i casi in cui la durata dei rapporti sessuali è inferiore a 60 secondi dal momento della penetrazione. In tutti gli altri casi la rapidità sarebbe da ritenere una normale caratteristica fisiologica che varierebbe da uomo a uomo su base genetica.
È evidente come tale definizione risulti distante dalla realtà dei moltissimi uomini e coppie che nello studio del sessuologo esprimono il disagio derivante da situazioni di precocità che rimarrebbero nella teoria escluse da un'attenzione clinica.
Qualcuno ha avanzato l'ipotesi che l'utilizzo di simili parametri potrebbe essere strumentale a convalidare l'efficacia dei nuovi farmaci per l’eiaculazione precoce nei trial clinici in quanto consentirebbero il raggiungimento di una condizione di “teorica” normalità attraverso un prolungamento farmacologico del rapporto sessuale limitato a quei pochi secondi necessari a superare la durata prestabilita di un minuto.
La realtà è che la salute sessuale e la soddisfazione di coppia non si gioca davvero su una semplice questione di secondi  così come non possono essere avanzati dubbi circa l'associazione tra eiaculazione precoce e fattori psicologici quali l'ansia da prestazione e le caratteristiche delle prime esperienze sessuali della persona.
Elemento ancor più importante è che l'evidenza clinica suggerisce come in ogni momento della propria vita sia possibile sviluppare una efficace competenza nel controllare e modulare i tempi  dell'eiaculazione attraverso un lavoro terapeutico di tipo psicologico sessuologico. Quindi anche se fossero davvero coinvolti fattori genetici nella predisposizione individuale all'eiaculazione precoce, resterebbe in ogni caso la possibilità di modificare tale condizione attraverso un processo di apprendimento che coinvolga le componenti psicologiche, sensoriali e comportamentali del coinvolgimento sessuale.
La possibilità di tale intervento alla radice del problema rende controversa la diffusa scelta de trattamento farmacologico dell'eiaculazione precoce e degli spesso inefficaci tentativi di risoluzione chirurgica. Gli anestetici locali e i nuovi inibitori psicofarmacologici restano infatti delle soluzioni temporanee e palliative che rischiano di ostacolare la possibilità di un apprendimento attivo e risolutivo nella gestione della propria sessualità; considerato anche il possibile impatto degli effetti collaterali sul benessere psico-sessuale dell'uomo e della coppia il loro utilizzo dovrebbe essere circoscritto a quei casi in cui non vi è la concreta possibilità o motivazione del paziente verso un lavoro sessuologico e comunque dopo averlo adeguatamente informato della disponibilità ed efficacia di tale opzione terapeutica. La figura specialistica di riferimento per il trattamento psico-sessuologico dell'eiaculazione precoce è il sessuologo-psicoterapeuta o psicosessuologo.



Sito Web AISPS: http://www.aisps.net
Forum di Sessuologia: http://aisps.forumattivo.com/ 

martedì 2 febbraio 2010

SALUTE PSICOSOMATICA E SESSUALE


Il recente sviluppo della disciplina denominata "psicologia della salute" ha visto l'affermarsi di un ottica non più di esclusivo intervento sulla patologia e sul disagio ma di prioritaria promozione della salute e del benessere. Alla base della nascita di questa disciplina c'è una rinnovata visione della salute umana non più ridotta all'assenza di malattia ma, secondo la ormai storica definizione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, come uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale.
In quest'ottica il benessere o malessere dell'individuo risiede non solo nell'organismo biologico ma anche nella qualità delle sue relazioni con l'ambiente sociale e nella capacità di affrontare e risolvere i problemi in maniera soddisfacente e flessibile all'interno del proprio contesto.
Nel 1986 l'OMS definiva la "promozione della salute" come: "il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, un individuo o un gruppo deve essere capace di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i bisogni, di cambiare l'ambiente circostante o di farvi fronte".
Il progressivo riconoscimento dell'influenza degli aspetti psicologici e comportamentali sulla salute e la malattia è andato di pari passo con i mutamenti nella visione del rapporto mente-corpo nelle scienze mediche e umane che ha visto il superamento della cartesiana concezione dualistica. La mente ed il corpo non sono più considerate due entità separate, ma dimensioni dinamiche e integrate della persona, entrambe coinvolte nelle variazioni di salute e malattia. Nel nuovo approccio l'attenzione non è più focalizzata sulla malattia ma orientata verso la salute positiva e il suo continuo miglioramento.
Nel più ampio panorama della promozione della salute si collocano i numerosi tentativi a livello mondiale di sviluppare strategie sanitarie per promuovere la salute sessuale. Tra i principali ambiti di intervento vi sono la costruzione di un clima più adatto alle discussioni sulla sessualità, la diffusione di una corretta informazione e l'educazione alla sessualità, la conduzione di strategie di prevenzione che comprendano interventi a livello territoriale, il facilitare l'accesso alla cura per problematiche sessuali, l'incremento della ricerca sulla sessualità umana e la valutazione di programmi costruiti per la promozione della salute sessuale.
Come afferma l'OMS la "sessualità" rappresenta un aspetto centrale dell'esistenza umana nell'arco della vita e racchiude il sesso, l'identità e i ruoli di genere, l'orientamento sessuale, l'erotismo, il piacere, l'intimità e la riproduzione. La sessualità è vissuta ed espressa nei pensieri, nelle fantasie, nei desideri, nelle credenze, nelle attitudini, nei valori, nei comportamenti, nelle pratiche, nei ruoli, nelle relazioni. Mentre la sessualità può includere tutte queste dimensioni, non tutte sono sempre esperite o espresse. La sessualità è influenzata dall'interazione di fattori biologici, psicologici, sociali, economici, politici, culturali, etici, legali, storici, religiosi e spirituali.
Il termine "salute sessuale" sta quindi ad indicare non solo l'evitamento delle malattie sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate, ma in generale il raggiungimento di un benessere fisico ed emotivo nell'ambito della sessualità. L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute sessuale come: "uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale legato alla sessualità; non riducibile all'assenza di malattia, disfunzione o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso alla sessualità e alle relazioni sessuali, così come la possibilità di avere esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizioni, discriminazioni e violenza. Perché la salute sessuale venga raggiunta e mantenuta, i diritti sessuali di tutte le persone devono essere rispettati, protetti e soddisfatti". (World Health Organization. Sexual Health: Working Definitions; 2003).
L'attività sessuale rappresenta un campo di indagine in cui è maggiormente evidente l'interdipendenza tra il corpo e la mente. Numerosi studi hanno dimostrato che un'attività sessuale regolare ha effetti positivi sulla salute fisica (ad esempio il potenziamento del sistema immunitario, la riduzione del rischio cardiovascolare) e mentale (benessere soggettivo, alleviamento degli stati di ansia ecc.). Potremmo dire che la salute sessuale descrive l'effetto che la salute può avere sulla sessualità e la sessualità sulla salute.




Sito Web AISPS: http://www.aisps.net

Forum di Sessuologia e Psicosomatica: http://aisps.forumattivo.com/ 

martedì 26 gennaio 2010

ANSIA DA PRESTAZIONE E MODELLI SESSUALI


Nel secolo trascorso abbiamo assistito a un sempre maggiore affrancamento dalle precedenti restrizioni all'espressione e al comportamento sessuale. E' frequente oggi assistere a discussioni sulla sessualità in contesti dove in passato sarebbe stato impensabile anche soltanto pronunciare la parola "sesso"; di fronte a questo tema è inoltre comune dimostrare una mentalità aperta e un maturo interesse. Anche se grandi passi restano ancora da compiere sembrerebbe che la strada verso un'emancipazione della sessualità vanti nella società odierna significativi traguardi. Se tale sviluppo è tangibile nella nostra vita sociale, ne possiamo riscontrare il riflesso anche nella sfera intima?
Probabilmente la risposta non è così scontata; già negli anni '60 Alexander Lowen parlava di una "sofisticazione sessuale" della società moderna specificandone la distinzione dalla più auspicabile "maturità sessuale". Lowen descrive l'individuo rispondente a tale modello come apparentemente libero da sensi di colpa e inibizioni, appassionato di letteratura erotica, informatissimo circa le diverse posizioni e tecniche amatorie, favorevole ad un atteggiamento obiettivo e scientifico verso la sessualità e così via. Un vero esempio di emancipazione sessuale dunque, eppure spesso tutto questo non si accompagna ad una piena soddisfazione nella sfera della sessualità, stiamo parlando di una frustrazione non derivante dalla mancanza di occasioni di esperienze sessuali, ma da un'incapacità di ottenere la felicità e l'appagamento che l'amore sessuale promette.
Rappresentano soltanto la punta dell'iceberg di tale fenomeno i numerosi casi di disagio sessuale di fronte ai quali si trovano quotidianamente medici e sessuologi, ma basta pensare anche alla copiosa diffusione di rubriche sessuologiche su riviste non specializzate o al successo di manualetti con titoli del tipo: "far bene l'amore" o "farla felice a letto". Potremmo supporre che l'individuo medio di oggi pur dimostrando, rispetto al passato, maggiore informazione e ampiezza di vedute in tema di sessualità, tradisca una certa confusione e incertezza per quanto riguarda la sua funzione sessuale e gli obiettivi dell'atto amoroso.
Il rapporto sessuale è spesso vissuto come una dimostrazione di quella "competenza" che determinati modelli culturali ci impongono e che dovrà essere confermata dalla soddisfazione del partner. Di qui l'inevitabile esito in ansietà legate alla paura dell'insuccesso, della disconferma, del fallimento; per quanto riguarda l'uomo queste si manifestano nella paura di incorrere in episodi disfunzionali quali l'eiaculazione precoce e la disfunzione erettile, nella donna nel timore di non raggiungere l'orgasmo o in ogni caso di non corrispondere a quel modello di sessualità idealizzata con i quali i media quotidianamente ci confrontano.
La paura del fallimento ha oggi prevaricato qualsiasi altro tipo di timore riguardante la sfera della sessualità, sono infatti in buona misura superate le paure che in passato derivavano dalla disinformazione e dalla colpevolizzazione del sesso; ma a ben vedere anche il timore di una prestazione fallimentare ha le sue origini in una concezione dell'atto sessuale distorta e basata su false credenze.
Dal timore del fallimento alle sintomatologie disfunzionali connesse all'ansia da prestazione come sappiamo il passo è breve; d'altronde la stessa parola "prestazione" richiama l'idea di una prova fornita, intesa a richiamare l'attenzione sulle particolari capacità di colui che si esibisce. La prestazione ha sempre carattere pubblico, nel senso che il modo in cui l'atto viene eseguito è soggetto all'osservazione e alle critiche di un'altra persona o di un pubblico; il concetto di prestazione, di esibizione distingue le azioni pubbliche da quelle private. L'atto sessuale da atto squisitamente privato diviene esibizione quando è finalizzato ad impressionare il partner più che ad esprimere un sentimento interiore. La soddisfazione del partner diviene più importante del proprio piacere con la conseguenza di un appagamento sessuale soltanto parziale.
Nelle terapie sessuologiche delle disfunzioni sessuali assume particolare importanza il fatto che il paziente non continui a preoccuparsi della prestazione: a questo fine si giunge a farlo focalizzare sulle proprie sensazioni erotiche orientandolo a concentrarsi sul proprio appagamento sessuale, dal momento che il piacere dipende in larga misura dalla capacità dell'individuo ad abbandonarsi alle proprie sensazioni erotiche.
E' bene ricordare che il desiderio di procurare piacere al partner e condividerlo con lui è non solo augurabile e salutare, ma anche un requisito importante per un rapporto sessuale soddisfacente. Tuttavia se esiste una volontà ossessiva di dare piacere, di prodursi in una prestazione, di non deludere, allora, come afferma la Kaplan (1974), potremmo trovarci di fronte a una grossa causa di emozioni distruttive. Le persone ansiose nei riguardi della sessualità restano spesso al di fuori di sé, mantengono uno stretto controllo delle proprie emozioni e osservano le proprie reazioni sessuali; questa tendenza a osservare con gli occhi di un giudice la propria maniera di fare l'amore è altamente dannosa per la sessualità. Questo fenomeno è stato definito da Masters e Johnson "spectatoring".
Se un individuo non compie l'atto sessuale come prestazione, come esibizione per sé o per il partner, non ha più senso nemmeno parlare di fallimento, in quanto si esce da una dimensione di valutazione e giudizio; non si è più osservatori del proprio corpo, e dunque esterni ad esso, ma vi è una partecipazione totale all'atto sessuale. Per un'attività sessuale soddisfacente l'individuo deve essere in grado di sospendere tutti i pensieri distraenti e perdersi nell'esperienza erotica; in questa accezione la vita sessuale della coppia è orientata al fine del piacere sessuale invece che alla prestazione e all'orgasmo, nessuno dei due chiede all'altro la sua aspettativa di prestazioni fisiologiche, né la esige da sé stesso.
Disfunzioni sessuali di origine psicogena connesse all'ansia da prestazione e a fenomeni di spectatoring possono essere efficacemente trattate mediante terapie sessuali brevi (centrate sulla soluzione del sintomo) o con psicoterapie a mediazione corporea. Una consulenza professionale sarebbe comunque auspicabile in tutti quei casi in cui la vita sessuale è vincolata e limitata dalla frenesia della prestazione e dal timore del fallimento con l'obiettivo di attivare un "pensiero" sulla sessualità che sia più funzionale alla reale soddisfazione dell'individuo e della coppia.


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mercoledì 20 gennaio 2010

L'IPNOSI IN PSICOSOMATICA E SESSUOLOGIA


L’ipnosi clinica di fine ‘800 e in particolare l’opera del neurologo Hippolyte Bernheim, del quale lo stesso Freud fu allievo, assumono un ruolo fondamentale nello sviluppo delle moderne psicoterapie. Fin nelle loro prime applicazioni le tecniche ipnotiche hanno avuto come oggetto privilegiato lo studio e la cura di quelle manifestazioni sintomatiche che si collocano tra lo psichico e il somatico.
Nel pensiero comune l'ipnosi medica viene spesso confusa con le esibizioni di ipnotisti da palcoscenico divenendo vittima di analoghi pregiudizi e diffidenze; tuttavia nell'ambiente scientifico tale tecnica ha continuato ad avere significativi spazi di sviluppo e di applicazione, vedendo negli anni l'affermarsi di alcune sue rielaborazioni come il training autogeno, l'EMDR e la Programmazione Neuro Linguistica (PNL). 
Negli Stati Uniti le tecniche ipnotiche sono ben note in ambito medico ed odontoiatrico quali strumenti alternativi all'utilizzo di anestetici locali, nel trattamento del dolore cronico e nell'induzione di analgesia durante il parto. La gestione del dolore è tuttavia soltanto uno dei molteplici ambiti applicativi dell'ipnosi.
Nella ricerca e nella clinica psicosomatica l'ipnoterapia si è rivelata efficace nel trattamento di numerosi disturbi e sindromi quali per esempio la cefalea, il colon irritabile, le intolleranze alimentari, la dismenorrea, l'ipertensione arteriosa, la psoriasi, la dermatite.
Le tecniche ipnotiche consentono infatti la modulazione e regolazione di quei processi psicofisiologici e vegetativi che sono direttamente coinvolti nei disturbi somatici funzionali consentendo lo sviluppo di un diverso equilibrio psico-biologico nel quale non trova più posto il fenomeno patologico.
Le caratteristiche dell'ipnoterapia la rendono inoltre particolarmente indicata per il trattamento dei disturbi d'ansia e le alterazioni del sonno.
Allo stesso modo l'ipnosi rappresenta un potente strumento nella terapia dei disturbi sessuali consentendo un intervento sulle cause e i processi emotivi profondi che determinano il manifestarsi di problematiche come la disfunzione erettile, il vaginismo, l'eiaculazione precoce e il calo del desiderio sessuale.
Rispetto alla possibilità di fruire di tale strumento è oggi superato il concetto di “ipnotizzabilità” che distingueva tra soggetti predisposti o meno all'induzione ipnotica; il requisito necessario all'utilizzo dell'ipnosi è essenzialmente la propria volontà e motivazione ad avvalersene.
Contrariamente a quei pregiudizi e false credenze che la vogliono una tecnica manipolativa e coercitiva, l'ipnosi terapeutica si fonda su una collaborazione attiva del soggetto e rappresenta un vero e proprio training in cui la persona apprende la possibilità di accedere a risorse che abitualmente agiscono “sotto soglia” senza essere direttamente percepite e orientate dalla nostra coscienza razionale. L'utilizzo dell'ipnosi all'interno di un lavoro psicoterapeutico e la sua integrazione con tecniche psico-corporee e cognitivo-comportamentali costituisce l'approccio più completo ed efficace, consentendo un intervento su più livelli che ben corrisponde alla natura complessa e multifattoriale propria dei fenomeni psicosomatici e psicosessuali.

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sabato 16 gennaio 2010

PROBLEMI DI EREZIONE: ORIGINE ORGANICA O PSICOLOGICA?



Oggi sappiamo bene come l’aspetto psicologico insieme a quello organico possano essere variamente responsabili dell'origine della disfunzione erettile e di come una corretta diagnosi debba prevedere una accurata valutazione dei fattori coinvolti su entrambi i livelli attraverso la collaborazione tra l'andrologo e lo psicologo-sessuologo.
Gli studi epidemiologici e la prassi clinica suggeriscono che negli uomini di età superiore ai 60 anni vi è maggiore probabilità che alla base della difficoltà erettile vi siano problematiche organiche mentre con il diminuire dell'età si tende ad una quasi totale prevalenza di problemi di erezione di origine psicologica.
Sul versante organico la normale funzionalità erettile può essere influenzata da diverse condizioni mediche come il diabete, l'ipertensione arteriosa e l'utilizzo abituale di alcune categorie farmacologiche quali gli antipsicotici, gli antidepressivi ed alcuni farmaci antiipertensivi.
Su un piano psicologico i possibili fattori causali comprendono la generale tendenza ansiosa, la depressione, l'ansia da prestazione, l'eccessiva auto-osservazione, il calo della libido, le dinamiche relazionali, le variabili psico-educative e le conflittualità inconsce. Spesso in questi casi l'erezione è presente nell'autoerotismo o comunque durante il sonno, suggerendo come siano assenti impedimenti organici alla risposta erettile. Per quanto non sufficiente ad una diagnosi, questa osservazione dovrebbe orientare per un consulto psico-sessuologico.
Negli ultimi 20 anni è notevolmente aumentato il numero di uomini che decide di ricorrere ad un supporto specialistico per affrontare la difficoltà erettile. La consapevolezza di poter risolvere il problema è infatti stata favorita dalle campagne di informazione mediatica avviate dopo la commercializzazione di farmaci come il Viagra. Per quanto infatti le cause psicologiche della disfunzione erettile fossero ben trattabili anche in passato, la disinformazione e i pregiudizi verso la scienza psicologica rappresentavano una barriera per molti uomini rassegnatisi a convivere con il problema.
Nonostante gli importanti sviluppi verso una corretta informazione e consapevolezza di come la terapia sessuologica possa risolvere alla radice le cause psicologiche della disfunzione erettile, è ancora attuale una certa tendenza a preferire un supporto farmacologico palliativo pur in assenza di una causalità organica. Tale opzione, oltre a rappresentare una soluzione temporanea, contiene i rischi di una dipendenza psicologica dall'assunzione del farmaco che si associa alla possibilità che nel tempo la problematica psicologica giunga a prevalere sugli effetti del farmaco. Molte situazioni arrivano infatti all'attenzione dello psico-sessuologo soltanto dopo l’insuccesso di un simile iter medico che comporta in genere un più laborioso procedere terapeutico oltre ad una condizione di maggiore disagio e scoraggiamento del paziente e della partner.
Per le stesse ragioni necessitano cautela da parte del clinico i tentativi di intervenire farmacologicamente su difficoltà sessuali di origine psicologica allo scopo di “sbloccare” la difficoltà emotiva del paziente. Tale ipotesi terapeutica dovrebbe infatti essere valutata da caso a caso insieme al sessuologo e comunque accompagnata da una consulenza psico-sessuologica utile a prevenire le già citate complicanze.
Di fondamentale importanza è dunque il ruolo attivo del paziente nel ricercare un quadro completo dei fattori coinvolti nel proprio problema e delle opzioni terapeutiche a propria disposizione.


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lunedì 11 gennaio 2010

IL VAGINISMO, TRA INCOMPRENSIONI E TERAPIE EFFICACI


Il vaginismo è una problematica di origine psicologico-emotiva che si manifesta a livello fisico attraverso una contrazione involontaria dei muscoli esterni della vagina tale da rendere impossibile il rapporto coitale. Tale fenomeno psicosomatico si verifica specificamente in risposta ad approcci sessuali finalizzati ala penetrazione ma può anche essere presente in altre pratiche erotiche e in occasione della visita ginecologica. A tale condizione può associarsi un'intensa esperienza di dolore sperimentata nei tentativi di penetrazione così come un'anticipazione fobica di tale dolore che scoraggia sul nascere tali approcci.
Le cause del vaginismo risiedono nel rapporto con il proprio corpo e con la propria sessualità, coinvolgendo spesso dinamiche psicologiche profonde.
Molte donne che soffrono di vaginismo descrivono un conseguente vissuto di inadeguatezza e svalorizzazione della propria femminilità che rappresenta una minaccia per la qualità della propria vita relazionale ed affettiva, comportando nel tempo il rischio di un vero e proprio sviluppo depressivo.
La ricerca di un aiuto specialistico non sempre porta ai frutti sperati e molte donne raccontano purtroppo di essersi sentite svalorizzate o incomprese da atteggiamenti medici tendenti ad una banalizzazione della situazione, alla colpevolizzazione dell’incapacità di compiere un atto “così naturale”, fino ad arrivare a suggerimenti di provare con un altro partner. È inoltre frequente la proposta di approcci invasivi e spesso inefficaci come il ricorso alla chirurgia o l’utilizzo di miorilassanti e anestetici locali durante l’atto penetrativo.
D'altronde anche negli approcci più competenti non è rara la proposta di protocolli terapeutici standardizzati che rischiano di divergere dalle esigenze e le caratteristiche soggettive della paziente.
La difficoltà nel trovare il supporto sperato tende a scoraggiare la ricerca di  un aiuto esterno alimentando il vissuto di incomprensione e solitudine rispetto ad un problema che già per sua natura non è semplice condividere.
È in tal senso importante sottolineare come nel trattamento sessuologico il vaginismo è sempre associato ad una prognosi favorevole e come il percorso terapeutico possa essere sviluppato insieme alla donna e/o alla coppia in sintonia con i propri vissuti, valori ed esigenze, ottimizzandone in tal modo l'efficacia.
L'approccio sessuologico prevede l'integrazione del colloquio psicologico con l'apprendimento di tecniche di rilassamento autogeno e modulazione dei processi psicofisiologici oltre all'utilizzo delle esperienze terapeutiche strutturate (homeworks) proprie della terapia sessuale.
In presenza di un rapporto di coppia stabile può rivelarsi importante il coinvolgimento del partner nei modi e nei tempi che il terapeuta valuterà opportuni. Resta in ogni caso ben percorribile la strada di un esclusivo trattamento individuale per le single e quando le circostanze lo richiedano.


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sabato 9 gennaio 2010

MATRIMONIO BIANCO: QUANDO LA VERGINITÁ DIVIENE BARRIERA



Si parla di matrimonio bianco nel caso in cui una coppia sposata non abbia ancora potuto esperire un rapporto sessuale completo conservando una condizione di verginità.
La difficoltà che è all'origine di tale situazione può corrispondere a diverse tipologie di disfunzioni sessuali con una prevalenza del vaginismo nella donna e del deficit erettile nell'uomo.
Le cause del problema sono di natura psicologica collocandosi nella dimensione emotiva e psico-corporea dell'intimità sessuale. Un ruolo significativo è assunto dalle caratteristiche del back-ground educativo e delle fasi evolutive del proprio rapporto con la sessualità e con la corporeità erotizzata. L'immaginario di una barriera, fisica o psicologica, è spesso utilizzata per descrivere il modo di percepire il problema.
Nonostante il disagio che può derivare dal vissuto di una sessualità incompleta, la coppia dispone spesso di un'ottima sintonia relazionale con ampi spazi di condivisione e comunanza di valori. D'altronde nell'ambito della stessa sfera sessuale può esservi una buona intesa con reciproca soddisfazione e scambio di piacere attraverso attività non coitali.
La presenza di tali aspetti compensatori rappresentano certamente una grande risorsa per i rapporto di coppia ma allo stesso tempo possono favorire una prolungata convivenza dei coniugi con la problematica sessuale prima che sia matura un'autentica iniziativa e motivazione ad affrontarla. Il desiderio di un figlio diviene in molti casi lo stimolo a ricorrere ad un supporto specialistico e non è raro che ciò avvenga soltanto quando l'orologio biologico vede significativamente ridotto il periodo utile ad un concepimento.
Una ulteriore complicazione può sopraggiungere nella fase diagnostica della problematica che comporta il rischio di una lettura parziale e medicalizzante del sintomo con carente attenzione alle radici psicologiche e alle implicazioni relazionali della difficoltà con cui la coppia si trova confrontata. In tale eventualità l'approccio farmacologico e la proposta di terapie fisiche invasive sono destinate a fallire prolungando ulteriormente la permanenza della difficoltà e scoraggiando i coniugi circa la reale possibilità di uscire dalla loro condizione fino a mettere in discussione il loro stesso progetto di genitorialità.
La strada terapeutica più centrata ed efficace è indubbiamente l'approccio psico-sessuologico che prevede la partecipazione di entrambi i coniugi in una terapia di coppia o l'alternarsi della terapia individuale con incontri di coppia. Il trattamento si fonda sull'integrazione del colloquio psicologico con tecniche di analisi ed elaborazione dei vissuti corporei e la possibilità di esperienze terapeutiche che la coppia vive nell'intimità domestica.
La prognosi è in genere favorevole con il raggiungimento di risultati progressivi che vedono come tappe fondamentali la possibilità di portare a termine l'atto penetrativo, l'esperienza di piacere durante il rapporto, il raggiungimento dell'orgasmo coitale e quindi la completa soddisfazione e benessere sessuale di entrambi.

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